I sette Nemici del Cristiano!

Testo: Deuteronomio 7:1      
Introduzione  
Mosè ricordava al popolo del Signore che il paese di Canaan era dinanzi a loro, ma che una volta entrati in Canaan occorreva combattere fino allo sterminio dei popoli indigeni. Questo è figura spirituale: il Signore ci salva, ma rimangono ancora sette nemici da combattere e distruggere fino allo sterminio totale. La nostra posizione di cristiani dinanzi alla realtà di questo combattimento che “non è contro carne e sangue, ma contro le forze spirituali della malvagità che sono nei luoghi celesti” (Efesini 6:12) deve essere in ogni tempo quella dell’ormai anziano Caleb che disse. “Datemi i miei possedimenti e “forse l’Eterno sarà con me, ed io li caccerò, come disse l’Eterno” (Gios 14:12). Aveva 85 anni, ma era ancora forte come un tempo (Gios 14:11) il suo segreto fu che aveva pienamente seguito l’Eterno (Gios 14:14). Il vero cristiano non si ferma di combattere; Davide mandò gli altri a combattere e lui oziò e così peccò di adulterio e fu mandante di omicidio! (2Samuele 11:1,2). Il vero cristiano, segue l’esempio di Paolo che in ogni tempo combattè per conquistare la Canaan celeste (2Timoteo 4:7; 1Corinzi 15:31).

I sette popoli che Israele dovette combattere per affrontare furono

1. Hittei; 2. Ghirgasei; 3. Amorei; 4. Cananei; 5. Ferezei; 6. Ivvei    7. Gebusei

GLI HITTEI: L’AVARIZIA

Origine
L’origine di questo popolo è da ricercare in Genesi 10:16, cfr. 1Cronache 1:13. Het era un figlio di Canaan, il figlio di Cam che Noè maledisse (Genesi 9:25).

Storia
Il primo episodio in cui si vede protagonista questo popolo, è nel racconto di come essi frodarono l’onesto Abramo (Genesi 23:3-20). Abramo aveva bisogno di un luogo per la sepoltura di Sara, ed Efron l’Itteo aveva una spelonca che faceva proprio al caso suo, ma secondo le prescrizioni del codice delle leggi Hittite, che sembra fossero generalmente osservate, un proprietario continuava a pagare le tasse alle autorità fino a che la proprietà non fosse totalmente venduta, e perciò Efron, fingendo di voler regalare la spelonca ed il campo ad Abramo si liberò del suo possesso totalmente perché il patriarca onestamente non poteva accettare il sepolcro senza pagare.

L’imbroglio continuò in quanto vendette ad Abramo un campo il cui massimo valore poteva ammontare a cento pezzi d’argento per ben 400.

Figura
Questo popolo è per noi la figura spirituale degli avari: avaro, non è solo colui che non vuole dare, ma come da vocabolario: “Chi ha un attaccamento smisurato al denaro”.

Applicazioni spirituali : “L’amore per il denaro è radice di ogni sorta di male ed alcuni che vi si sono dati, si sono sviati dalla fede e si sono trafitti di molti dolori” (1Timoteo 6:12).

  1. Chi ha smisurato attaccamento al denaro, si svia! Ricordiamo che se vogliamo sentirci infelici dobbiamo pensare a noi, a quello di cui abbiamo bisogno, a quello che ci piace, al rispetto che la gente ci dovrebbe ed allora nulla sarà puro per noi e guasteremo ogni cosa che toccheremo.. Da ogni cosa buona ne riceveremo desolazione o saremo infelici nella misura nella quale lo vorremo”.
  2. Il cristiano vive “essendo contento dello stato in cui si trova” e vive regolandosi con la regola d’oro esposta da Gesù: ” Ma cercate prima il Regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno sopraggiunte” (Matteo 6:33)
  3. La Scrittura ci mette in guardia nei confronti del temibile nemico Hitteo: “Ma quelli che vogliono arricchire cadono in tentazione, in laccio, e in molte insensate e funeste concupiscenze, che affondano gli uomini nella distruzione e nella perdizione” (1Timoteo 6:9). Ricordiamoci delle parole di Gesù: “Niuno può servire a due padroni; perché o odierà l’uno ed amerà l’altro, o si atterrà all’uno e sprezzerà l’altro. Voi non potete servire a Dio ed a Mammona. Perciò vi dico: Non siate con ansietà solleciti per la vita vostra di quel che mangerete o di quel che berrete; né per il vostro corpo di che vi vestirete. Non è la vita più del nutrimento, e il corpo più del vestito? ” (Matteo 6:24,25). Nota: Mammona in aramaico è “dio delle ricchezze”, questo è un termine babilonese in seguito preso in uso anche dagli ebrei. L’oro se usato male porta all’idolatria, agli ebrei servì per costruire il vitello d’oro: “Così è di chi tesoreggia per sé, e non è ricco in vista di Dio” (Luca 12:21).

 GHIRGASEI: IL DIAVOLO

Origine
Questo popolo è avvolto dal mistero, non si distingue mai per atti particolari, c’è solo l’accenno alla sua origine nella “Tavola dei popoli” (Genesi 10:16)

Storia L’unico dato biblico, è che partecipò alle guerre contro Israele (Gios 24:11)

Figura Spirituale Abbiamo molti nemici, ma in fondo anche se non visibile ed evidente, ce n’è uno che opera e muove tutti gli altri cercando di confondersi nella moltitudine. Possiamo prendere ad esempio ciò che gli stati più gradi e potenti fanno cercando di manovrare la politica di altri paesi agendo in maniera “invisibile”. Questo nemico nascosto, ma sempre all’opera, possiamo identificarlo nel Diavolo.

La figura del Diavolo nella Bibbia Il Diavolo originariamente era chiamato Lucifero, cioè portatore di luce, era bellissimo, savio, ma s’insuperbì credendo di giungere a diventare simile all’Altissimo (Isaia 14:12-15; Ezechiele 28:12-19). Dai diversi modi in cui è chiamato nella Bibbia, si evidenziano le qualità del suo carattere e della sua opera.
a. Satana: Avversario, mostrò di esserlo fin dall’inizio con Adamo ed Eva
b. Diavolo: Calunniatore di Dio (Gen. 3:2,4,5) dell’uomo (Apocalisse 12:10; Giobbe 1:9)

  1. Distruttore: Pensiero reso da Apocalisse 9:11
    d. Serpente: Apocalisse 12:9
    e. Tentatore: Matteo 4:3, I Tess 3:5

Insegnamenti Spirituali
L’opera del nostro grande nemico consiste:
a. Nell’impedire l’opera di Dio con:
– Persecuzioni    (Apoc. 2:10)
– Seduzioni    (2Cor. 11:14)
– Seminando Zizzanie    (Matteo 13:25)
– Mettendo negli animi sentimenti “Absaloniani” per cercare di distruggere la chiesa    (2Samuele 15)
b. Nell’impedire il piano di Dio:
– Ritardando le decisioni per la salvezza dell’anima    (Atti 24:25)
– Accecando le menti    (2Corinzi 4:4)
– Seminando discordie    (Matteo 13:24-25; 38-39)
– Portando via ciò che è stato seminato    (Matteo 13:19)
– Tentando    (Efesini 4:27)
– Facendo insuperbire    (1Timoteo 6:4-5)


GLI AMORREI: LA CARNE

Origine
L’origine è da ricercare in Genesi al capitolo 10 chiamato la “Tavola dei popoli” (Gen 10:10); questo popolo come gli altri, discende da Canaan figlio di Cam, figliuolo di Noè (Gen 9:22)

Storia
Erano un popolo gigante per eccellenza (Amos 2:9), fanno la loro apparizione nelle vicinanze del Mar Morto ad Hatsatson – Tamar allorché ci viene raccontata la loro sconfitta da parte dello stesso Re che fece prigionieri gli abitanti di Sodoma (Gen 14:7) Mamre, proprietario di una zona alberata di querce era, coi suoi fratelli, alleato di Abramo tant’è vero che gli permisero di accamparsi coi suoi numerosi averi (Genesi 14:13). Giacobbe gli tolse alcuni territori in azioni di guerra e li diede a Giuseppe (Gen. 48:22). Giosuè ci racconta che due re furono cacciati da calabroni mandati dal Signore contro il popolo Amorreo (Gios 24:12).

Figura Spirituale
Questo popolo gigante, rappresenta il grande gigante che è in noi: “la carne”

Applicazioni spirituali:
a. Essa padroneggia sui non salvati e sui credenti carnali (Romani 7: 18-20)

b. Può essere annullata, senza forza (Rom. 6:6, 22), come morta (Rom 6:13)
c. Sta a noi saperla annullare per lo Spirito del Signore (Rom. 8:1-2) e dimorando in Cristo (1Gio. 3:6).
Nota: Dimorare significa: vivere in un luogo, risiedere;
– Occorre dimorare nella lettura della Bibbia (Gios 1:8; 1Gio. 2:14)
– Occorre dimorare nella preghiera (Mat 6:6; 26:41; 1Tess 5:17)
– Occorre dimorare nella testimonianza (Marco 16:15)
– Occorre dimorare nella sana dottrina (Gal 1:6-9; Efes 4:14; 2Tim. 3:14-15; 4:3)
– Occorre dimorare nella sana condotta (Matt 5:13-16; 1Pietro 2:12; 3:15-16)
d. Al popolo di Dan era stato affidato il compito di respingere gli Amorrei ed occupare quelle zone, ma non seppero combattere, si contentarono di stare sul monte e non poterono raggiungere la valle (Giudici 1:34).
Il territorio assegnato a Dan dava sul mare, ma i giganti amorrei li tennero lontani, facendogli perdere così quelle fonti di riserve contenuti nella valle: cacciagione, zone di pascolo per il bestiame e, nel mare il pesce; (questo ci ricorda che ogni nemico spirituale, tra cui la nostra natura carnale, ci tengono lontani dalle ricchezze spirituali).
Furono così costretti a ritirarsi in un altra città, a Sidone (Giudici 18: 7,27) dove divennero idolatri (Giudici 18:30).
Note: – Dio ci ha donato grandi ricchezze, ma per averle occorre che noi combattiamo e che non ci limitiamo a rimanere sul monte, Pietro voleva rimanere sul monte della Trasfigurazione, ma ciò non era la volontà di Gesù (dobbiamo essere anche su quel monte, ma per poi scendere e aiutare la moltitudine che è ai piedi di quel monte.)
– Se non annulliamo il gigante amorreo, cioè la carne, questa ci porterà verso il mondo: come Dema (2Tim.4:10).
– Dio trattò Israele come un neonato (Isaia 63:9) ma dopo questa fase, deve esserci la crescita in modo sano e fedele; affinché i credenti siano: “…pur bambini quanto a malizia, ma quanto al ragionare, siate uomini compiuti” (1Corinzi 14:20).

I CANANEI: IL MONDO

Origine
I cananei erano un popolo discendente da Canaan figlio di Cam (Gen. 9:18)

Storia
a. I figli di Canaan dapprima erano uniti, ma accrescendosi la famiglia, si sparsero un pò dappertutto ed i loro confini andarono da Sidon fino a Gaza ed in direzione di Sodoma e Gomorra ed altri paesi circonvicini (Gen. 10:18-19)

b. Ai tempi di Mosè abitavano, sembra, nella spiaggia e nella valle del Giordano (Num. 13:29) ed erano ritenuti abili guerrieri aventi molti carri di ferro (Gios 17:16).
c. I cananei furono essenzialmente dei mercanti, dei negozianti, il che ci conferma che Israele non li sterminò completamente come Dio aveva comandato (Deut 7:2) e che il commercio era rimasto in gran parte nelle loro mani (Giobbe 40:30; Prov. 31:24). In ebraico “cananeo” significa mercante, recentemente si è pensato a questo termine collegandolo con quello ritrovato nelle “tavolette di Nuzi” il che renderebbe il significato di Canaan come “lana purpurea” che è appunto uno dei prodotti più famoso di quei luoghi.
d. Per poter comprendere chi rappresenta Canaan, spiritualmente parlando, occorre considerare alcuni dati biblici:
I cananei abitavano la pianura del Giordano (come anche lungo il litorale) (Gen. 13:7; Numeri 13:29) per cui possedevano, insieme ad altri, i migliori pascoli e pozzi d’acqua.
Presero l’iniziativa di guerra contro Israele e vinsero una battaglia, ma “una battaglia perduta non è una guerra perduta” e così Israele dopo aver pregato li sconfisse (Num. 21:1-3).
Abramo e Lot avevano grandi mandrie di bestiame ed in Canaan incontrarono carenza d’acqua perchè i luoghi migliori li avevano i cananei (Gen. 13:7).
Si rese necessaria la separazione ed Abramo, pur avendo diritto di priorità nella scelta del territorio, perchè era lui che aveva avuto le promesse (Gen. 12:6,7) ed era più anziano, fece scegliere a Lot dove dirigersi ed accamparsi (Gen. 13:9).
Lot, guidato dalla sua cupidigia, e senza ricercare la volontà di Dio, si guardò attorno e fu attratto dai territori cananei di Sodoma, della verdeggiante pianura della valle del Giordano (Gen. 13:10,11)
Lot, giunse a Sodoma ed elesse questa città come sua dimora senza informarsi dei costumi morali del luogo (Gen. 13:13)
In Sodoma egli si tormentava interiormente per il peccato imperante, ma i piaceri di una “stabile dimora” e della vita di una grande città non gli fecero prendere la risoluzione di lasciare quei luoghi (2Pietro 2:7,8).
I Cananei, insieme agli altri popoli indigeni, furono in ogni tempo mezzo di tentazione per Israele. Le loro figliuole erano spesso sposate col popolo santo (cioè separato, consacrato ad uno scopo) facendolo allontanare dal Signore come Mosè aveva avvertito (Deut. 7:2-4; Esdra 9:1-3) Figura spirituale: Dunque i cananei con le loro azioni di guerra tendenti a fermare la marcia del popolo di Dio sia con le armi (Numeri 21:1) sia con insidie sottili, sono la figura del “mondo” che vuole farci ritornare indietro, lontano da Dio.

Applicazioni spirituali:
a. A volte sembra che il nemico cananeo, “il mondo”, possieda ogni risorsa e che se non ci uniamo ad esso periremo, ma il Signore saprà benedirci grandemente se abbiamo fede in Lui (1Cronache 29:11,12).

b. Le “soluzioni semplici” (facili), non dirigere il nostro cammino col Signore (Michea 4:5) ma verso il mondo, ci porterà alla rovina spirituale (Michea 8:36-37) e forse anche finanziaria! Lot, quando si diresse verso le verdeggianti pianure cananee di Sodoma e dintorni era ricco, ma ne uscì povero (Gen. 13:5-6; 19:15, 17).
c. Se Lot avesse chiesto al Signore quale fosse il suo piano, avrebbe compreso che la città di Sodoma, non era un posto molto raccomandabile (Genesi 13:13) e che le “Cattive compagnie corrompono i buoni costumi” (1Cor. 15:33). Sua moglie era così unita alla vita di Sodoma che volle darle un ultimo nostalgico sguardo, morendovi (Genesi 19:26).
d. Il mondo vuole offrirci stabilità anziché il pellegrinaggio spirituale che Dio ha prescritto per noi. Sodoma con le sue attrazioni materiali fermò Lot, impedendogli d’imitare lo zio Abramo che cercava la “città celeste” (Ebrei 11:9,10; 1Cronache 29:15; Filippesi 3:20).
e. Il diavolo si serve del mondo per tentarci, la concupiscenza degli occhi e della carne, la superbia della vita sono i suoi strumenti (1Giovanni 2:16): Lot vide, interiormente desiderò, e pensò ad un ultima sistemazione arricchendosi ancora di più nei prosperi territori cananei; basta pellegrinare! Finalmente un posto dove potersi sistemare definitivamente! (Genesi 13:10-11)
f. È stato detto che il diavolo è stupido perchè usa sempre lo stesso metodo di tentazione, molte volte però noi siamo più stupidi perchè cadiamo nella sua trappola! Eva fu tentata e cadde (Genesi 3:6), Lot lo stesso, così anche Sansone.
g. Il mondo, il nemico cananeo ha sempre mietuto vittime. Dema, un collaboratore di Paolo apostolo, dopo aver servito Cristo Lo lasciò per “amore del presente secolo” (2Tim. 4:10). Perché andare per il mondo a predicare l’Evangelo, dovette suggerirgli il Diavolo, meglio andare in un posto che dia un futuro economicamente migliore.
Solo nel “giorno del Signore” il nemico cananeo, il mondo, verrà estirpato dalla casa del Signore (Zaccaria 14:21). Questi mercanti pronti a commerciare avidamente finanche nel Tempio di Dio (Zaccaria 14:21 Diodati) sono come la zizzania che una volta seminata non si può togliere dal grano fino al giorno della mietitura (Matteo 13:25-29). Gloria al Signore, però, che “chi crede vince il mondo” e “chi fa la volontà di Dio dimora in perpetuo, ma il mondo passa via” (1Giovanni 2:16,17). Imitiamo Gesù che al tentatore, che gli mostrava la gloria del mondo, (Matteo 4:8-10) rispondeva con la Parola del Signore (1Giovanni 2:6).

I FEREZEI: LE PICCOLE COSE

La prima impressione che si riceve studiando questo popolo, è che non si è mai reso noto come altri popoli che abitavano la Palestina prima dell’esodo degli israeliti.
È significativo il fatto che il popolo ferizeo viene solitamente citato insieme a quello di Canaan, come ad indicarci una esigua importanza che esso possedeva (Gen. 34:30; Cant 1:4).
Non ci sono episodi particolari in cui esso si faccia notare, viene soltanto elencato come uno dei sette popoli che abitavano in Canaan. Sembra che fosse un popolo che abitava nella regione montuosa dove c’erano le foreste (Gios 17:15).

Origine
La sua origine, non è molto chiara come per gli altri popoli di Canaan, la prima volta in cui i ferezei compaiono nella storia biblica, è quando Mosè narra la contesa dei pastori delle greggi di Lot ed Abramo (Gen. 13:7).

Storia
Anche se non molto noto, questo popolo fu sempre attivo rimanendo un reale pericolo per il popolo eletto, insidiandolo con i suoi usi e costumi come il Signore aveva previsto (Es. 34:14-16).

Dai tempi della loro prima apparizione (Gen. 13:7), fino al ritorno in patria dopo la cattività a Babilonia, li ritroviamo che non si sono evidenziati nel corso della storia, ma sono “sempre presenti”, “pronti”, a cercare di far cadere il popolo del Signore, tentando di fargli imitare i loro costumi ed usi idolatri. (Esdra 9:1)
Non sono descritti come un popolo forte, ma all’avvicinarsi degli israeliti fecero lega con altri tre popoli (Gios 11:3) ed insieme guerreggiarono con Israele.

Figura Spirituale
1. Il luogo dove generalmente abitarono, era fra “i villaggi della periferia della Palestina”; 2. Il significato del nome di questo popolo nell’originale ebraico sembra essere quello di “abitatori della regione aperta”.
3. È interessante rilevare che i ferezei sono citati a volte come sottomessi (2Cron. 8:7-8), a volte sconfitti (Gios 11:3, 5, 8), ma sempre come un popolo esistente e non distrutto completamente (Esd. 9:1,2) come il Signore aveva comandato (Deut. 7:2).
4. Questo popolo non molto messo in evidenza, non molto importante, ma abitante dei villaggi, e dei luoghi aperti, per la sua “poca importanza”, può essere senz’altro paragonato alle piccole cose che vogliono penetrare nella vita dei credenti e quindi della chiesa.

Applicazioni spirituali:
1. Coloro che abitano fra “i villaggi della periferia”, vogliono camminare di pari passo con la vita cittadina, metropolitana, ma in nome di questa apertura, dialogo, colloquio con l’esterno, non sempre vengono adottati i lati positivi di questo sistema di vita, ma c’è l’infiltrazione di nuovi modi di fare e “mode” che portano il tramonto dei vecchi valori e, mirano, a cambiare, poco alla volta, ogni cosa in modo radicale.

2. Il popolo ferizeo, è figura di queste persone “aperte”, disposte alle ultime novità (Prov. 24:21) perchè così gli sembra di migliorarsi e divenire superiori (anche Eva lo pensava “aprendosi al dialogo con il serpente Gen.3:6). Queste “piccole cose”, sono un’insidia per la chiesa di Gesù Cristo, minandone i fondamenti stessi. “Ekklesia” il termine greco tradotto chiesa, significa letteralmente “un’assemblea di chiamati fuori”, dunque non c’è spazio né per grandi né per “piccole cose”, noi siamo “nel mondo ma non del mondo” (Giovanni 17:15,16).
3. Teniamo presente che una piccola volpe può guastare tutta la vigna piantata e curata per molto tempo (cant 2:15);
4. Una mosca morta, all’apparenza innocua, può far puzzare l’olio del profumiere (Eccl. 10:1);
5. La chiesa può essere paragonata ad una barca in mezzo al mare in burrasca, se si lascia entrare un pò d’acqua di giorno in giorno, verrà il tempo in cui affonderà. Difendiamoci dai ferezei che vogliono offrirci l’apertura alle piccole cose!
6. Non cadiamo nel ragionamento umano che dice: “Lo fanno tutti, perchè non dovremmo farlo anche noi?” (Col. 2:8)
7. Quali potrebbero essere quelle piccole cose che vogliono contaminare e sedurre il popolo di Dio? Consideriamone alcune:
NEL LINGUAGGIO:
– Bugia (Ef 4:25);
– Ira, cruccio (Ef 4:31 Diodati);
– Buffonerie (Ef 5:4);
– Pettegolezzi (Prov. 11:13; 18:8; 1Tim.5:13);
– Cattivo parlare, con scurrilità (cioè parlare buffonesco, sguaiato), volgarità, bestemmia   (Ef 4:29; Col. 3:8);
– Maldicenza cioè parlare male di qualcuno che non è presente (Salmo 15:3; Rom. 1:30).
NELL’ABBIGLIAMENTO
La norma biblica in proposito è “piace al Signore”? Esercita un’influenza positiva nel mondo nei riguardi di Dio? Cioè: onora Dio, è di buona e sana testimonianza per l’Evangelo? (1Timoteo 2:9,10). Dio non vuole il lusso sfrenato, noi siamo solo amministratori del denaro che Lui, dandoci vita e forza, ci permette di guadagnare (1Pietro 4:10).
NEL PENSIERO
È stato scritto che: “Le nostre azioni sono la traduzione dei nostri pensieri”. Satana, cerca di costruirsi fortezze nella nostra mente ( 2Cor. 10:4-5) per riportarci alla condotta della vecchia natura (Efesini 2:2-3).
Come non cedere agli apparenti piccoli innocui pensieri che il nemico ci propone? Certamente Dio ci aiuta, ma noi dobbiamo partecipare attivamente riempiendo la nostra mente di cose buone (Filippesi 2:5;4:8), meditando sulle cose di Dio (Ef 4:19; 1Tim. 4:15) e resistendo al nemico (Giac. 4:7-8)
Prestiamo attenzione alla invadente letteratura profana. Il credente deve esercitare discernimento per comprendere quale sia la volontà di Dio relativamente al come nutrire la propria mente. Quello che forniamo alla nostra mente, diventerà poi oggetto dei nostri pensieri.
Il nemico ferizeo cerca di non mettersi in mostra, ma, come abbiamo studiato, esso è stato sempre ed in ogni tempo di tentazione per Israele. Questo popolo lo troviamo ancora attivo nella sua azione malefica dopo centinaia di anni per cercare di deviare dal Signore il Suo popolo (Esdra 9:1). Facciamo nostra la preghiera di Esdra ed intercediamo presso il cielo (Esdra 9:6; 13:16), imitiamo l’azione di Scecania onde arginare e scacciare via dal popolo santo ogni elemento di contaminazione (Esdra 10:1-3). Ricordiamo, non sempre ci vogliono grandi cose per fermare il nostro pellegrinaggio, a volte basta che la chiesa sostituisca la visione “delle cose di sopra” con “quelle di quaggiù” (Colossesi 3:1,2).

GLI HIVVEI: LA MESCOLANZA

Un altro dei sette popoli che vogliono impedire al popolo di Dio di godere pienamente dell’eredità promessa, è quello Hivveo. Esso si fa notare nella Bibbia con un atto violento nei riguardi di Dina figlia di Israele. Per cercare di rimediare Hemor, padre e principe della persona colpevole, offrì a tutta la famiglia dei privilegi. Il popolo di Dio, però, non cede a queste sottili insidie, per avere pace e prosperità non ha bisogno di alleati perchè:”noi e Dio siamo la maggioranza”.

Origine
La “tavola dei popoli” ci mostra che il popolo Hivveo discende da Canaan (Gen. 10:17). Gli abitanti di Sichem sono chiamati Hivvei (Genesi 34:2).

Storia
Abbiamo già accennato allo spiacevole incidente capitato a Dina figlia di Giacobbe. Ella si trovò con la famiglia ad accamparsi a Sichem (Gen. 33:18) e con la curiosità tipicamente femminile desiderò vedere le donne del paese, sicuramente per osservarne i costumi (Gen. 34:1). Dopo la cattiva esperienza per l’agire di Sichem, il padre volendo riparare e sollecitato dal figlio che voleva la ragazza in sposa, propose ad Israele una vera e propria unione delle comunità ed anzi chiese che i due popoli si imparentassero attraverso matrimoni (Gen. 34:9, 10).

Dio aveva comandato che questo popolo come d’altronde gli altri, fosse distrutto (Esodo 23:23,24). Esso fece parte di alcune leghe militari contro Israele che avanzava per la conquista di Canaan (Gios 9:1-2; 11:3-4).
Fu uno dei popoli che il popolo di Dio in parte risparmiò. Il Signore, vista l’instabilità spirituale del Suo popolo, permise che gli Hivvei esistessero per essere di prova ad Israele (Giudici 2:19-22).
Lo scopo divino era di verificare se le nuove generazioni del popolo eletto che non conoscevano la guerra avrebbero ubbidito al comando già esistente di sterminarli (Giudici 3:1-4). Gli Hivvei, insieme ai Cananei conservarono ancora delle città proprie fin dai tempi di Davide e Salomone (2Sam. 24:7; 1Re 9:20-21);
Furono si sottomessi, ma rimasero come un problema serio e minaccioso per il popolo del Signore (Gios 23:12,13);

Figura spirituale
Dai dati storico biblici ricordati e soprattutto esaminando l’azione condotta da Hemor, padre di Sichem, le sue allettanti proposte e la diplomazia con cui egli agì cercando di imparentare il suo popolo ad Israele, possiamo affermare che il popolo Hivveo è la figura delle mescolanze, dell’ibridismo matrimoniale (ibrido = misto eterogeneo), dell’eterogeneità che il nemico propone alla chiesa.

Insegnamenti spirituali
Il Signore stabilì la peculiarità del Suo popolo, Egli ribadì ad Israele che doveva essere un popolo santo (Deut. 7:6)

Questa caratteristica è propria anche del “popolo cristiano” (1Pietro 2:9). Nell’Antico Testamento i matrimoni con gli infedeli erano severamente vietati (Deut. 7:3; Es. 34:16; Gios. 23:12-13);
Il popolo di Dio, non osservò il comandamento celeste e ciò fu causa della sua decadenza e cattività (Deut. 7:3-4; 4:27)
Anche dopo la cattività, il popolo continuò a commettere questo peccato (Esdra 10:10-11). Il Signore vieta nel modo più assoluto i matrimoni con persone non cristiane (2Cor 6:14,15; 1Cor 7:39);
Il motivo di questo divieto è facilmente comprensibile. Il profeta Amos si chiedeva come era possibile “che due camminassero insieme senza prima mettersi d’accordo” (Amos 3:3). Gli obiettivi spirituali dei cristiani non collimano con quelli umani, come regnerebbe l’amore, la pace, la tranquillità se in una coppia ognuno ha desideri differenti?
Esemplifichiamo il concetto di unione dei credenti e non credenti. Si immagini il cristiano messo sopra un tavolo e il non credente al di sotto, cosa sarà più facile che il primo tiri il secondo o, come quasi sempre accade, il contrario?
Gli hivvei, sono la figura delle mescolanze, ciò è valido non soltanto riguardo al matrimonio con gli increduli, ma anche riguardo alle amicizie dei cristiani (1Cor. 15:33; Prov. 13:20); ci si potrebbe domandare, ma allora i cristiani non hanno amici? Si, ma la Scrittura ci invita ad evangelizzarli, la nostra spiritualità poi allontanerà ed attirerà le persone nei nostri riguardi! Parliamo loro di Gesù, se sono da Dio si convertiranno, altrimenti si allontaneranno. (Giac. 4:4). Dio disse a Geremia “Convertili essi a Te, ma non tu a loro”! (Ger 15:19) Queste parole, si possono applicare alle amicizie ed ad altre realtà ancora.
Non sempre i giovani credenti che si trovano davanti al problema matrimoniale si ricordano che appartengono ad un popolo santo e questo è causa di inquinamento spirituale per loro stessi e per la chiesa tutta. Per una scelta sbagliata, tutta una vita può essere rovinata; domani, i giovani che devono fare questo passo ricordino: ogni cosa sia fatta alla gloria di Dio”1Cor. 10:31) e così potrà fare le scelte come suggerite dal Signore (1Cor. 7:39).

I GEBUSEI: OSTACOLO ALLA PREGHIERA

L’ultimo popolo ricordato da Mosè nel suo discorso esortativo è quello “Gebuseo”. Anch’esso era un popolo potente (Deut. 7:1), ma il Signore è onnipotente e promise che avrebbe reso vittorioso il Suo popolo (Deut. 7:21, 23).

Origine
La “tavola dei popoli” fa discendere i Gebusei da Canaan (Gen. 10:15-16)

Storia
Sembra che abitavano nelle montagne del massiccio centrale (Num. 13:29; Gios 11:3). Il monte dove abitavano sembra essere Gerusalemme (Gios 15:8). Israele non riuscì a cacciarli fuori da Gerusalemme, al tempo della conquista (Gios 15:63). La tribù di Beniamino non obbedì al comando del Signore di distruggerli (Giudici 1:21). La regione assegnata ai beniaminiti era tutta conquistata, ma i gebusei rimasero ben saldi in Gerusalemme senza lasciarla (Giudici 19:10,11). Questo popolo, ritenendo Gerusalemme una roccaforte invincibile, si fece beffa di Davide che ne aveva decisa la conquista (2Samuele 5:6).

Figura spirituale
Davide voleva stabilire la capitale del Suo regno a Gerusalemme perchè era un luogo centrale, in questo modo tutte le tribù sarebbero state soddisfatte della scelta imparziale ed avrebbe potuto costruire un centro d’adorazione, di preghiera come il Signore desiderava. Ad ostacolare questa sua aspirazione, furono i gebusei, dunque questo popolo è la figura di chi vuole impedire la vita di adorazione, di preghiera, di comunione.

Insegnamenti spirituali
Il nemico delle anime nostre è interessato a non farci pregare e perciò adopera tutte le sue armi per impedircelo. Le troppe attività portano il cristiano a “fare tutto”, ma non a pregare. Il nemico gebuseo, può essere anche l’esagerato attivismo di chi vuole guadagnare troppo e “non è contento della stato in cui si trova” (filippesi 4:11). Ricordiamoci dell’esortazione, seppur fatta con dolcezza, che Gesù fece a Marta: “Marta, Marta, tu ti affanni e t’inquieti di molte cose, ma di una cosa sola fa bisogno” (Luca 10:41). Un servo del Signore ebbe a dire a proposito di chi non prega perchè troppo occupato: “Controlla un pò la tua vita perchè se non hai tempo per la preghiera allora qualcosa non va!”

Il diavolo lascia che conquistiamo vasti territori, l’importante per lui è che Gerusalemme rimanga in mano sua. Egli ci lascerà anche studiare la Bibbia, migliorarci a livello mentale, evangelizzare, migliorare la nostra organizzazione, fare belle corali, costituire gruppi musicali il cui suono sia piacevole, ma…non pregare. Lo scopo diabolico del nemico è impedirci la preghiera.
Pregare, non è soltanto l’atto di inginocchiarsi in un particolare momento e per pochi minuti, il cristiano fedele ha fatto della propria vita una continua preghiera! La parola di Dio ci esorta a pregare del continuo! Non sporadicamente (1Tessalonicesi 5:17; Efesini 6:18; Filippesi 4:6,7). Senza una vita vissuta in preghiera saremo sempre dei cristiani deboli, sballottati dal vento nemico, e soggetti ad un’altalena spirituale: una volta su e una volta giù! I grandi uomini di Dio sono stati uomini di preghiera, essi erano convinti che in ogni cosa, come diceva Calvino: “Dio deve essere vincente” e riconoscendo le proprie miserie umane umiliavano se stessi nella preghiera per fortificarsi.
La regina Elisabetta d’Inghilterra a proposito del riformatore scozzese Giovanni Knox testimoniò che aveva più paura delle sue preghiere che della invincibile armata (flotta spagnola)! William Penn affermò che Knox conosceva il Signore e viveva vicino a Lui più di altri uomini, le sue parole erano profonde e solenni, ascoltandole gli uomini ne rimanevano ammirati. Abbiamo bisogno di uomini e donne valorose in preghiera.
Prima della Pentecoste gli apostoli poterono avere solo vedute sfuggevoli della grande importanza della preghiera. Ma la venuta e la pienezza dello Spirito verificatasi alla Pentecoste, elevarono la preghiera alla sua posizione vitale. (Atti 2:2,4; 2:42; 4:23-24). La preghiera è la prima cosa necessaria, la seconda, la terza: prega, prega e poi ancora prega! Un fratello un giorno disse: “Oggi ho troppo da fare, invece di pregare un’ora, devo pregare due ore”.
Al mattino, prima di vedere chiunque altro preghiamo il Signore, vediamo dapprima la sua faccia, avviciniamo la nostra anima a Lui prima di ogni altro!
I Gebusei sono all’opera ancora oggi, molti sono quelli che desistono dal loro dovere cristiano di combattere il buon combattimento della fede. Il nemico ostacola la conquista di Gerusalemme, la preghiera, l’adorazione, facendoci trascurare quindi quello che è il centro focale della nostra vita cristiana. Ricordiamo che anche se un uomo avesse tutta la conoscenza della preghiera e benché comprendesse tutti i misteri della preghiera, se non prega, non imparerà mai a pregare. Conclusione: Vinciamo su questi sette nemici.